Università degli studi di Firenze _ Facoltà di Architettura _ Corso di Laurea in Progettazione della Moda _ Curriculum Abbigliamento

Tesi di laurea di Viviana Pes _ La maschera _ Dal carnevale dionisiaco alla passerella

Relatoreprof. arch. Alessandro Ubertazzi Correlatore interno: arch. prof. Generoso Matteis

ArtefattoPremessa di Generoso Matteis. (…) La maschera è un artefatto che si indossa per ricoprire l’intero viso o solamente gli occhi. È utilizzata fin dalla preistoria per rituali religiosi, rappresentazioni teatrali o feste popolari come il carnevale. (…) da Wikipedia. La ricerca sviluppata con la tesi della laureanda Viviana Pes, ha origine dallo studio delle maschere rituali della Sardegna, terra ricca di manifestazioni in cui esiste un comune denominatore di chiara matrice agropastorale. I vari “Carnevali” sardi sembrano riproporre l’atavica lotta dell’uomo con la natura, intesa come forza “magica” con cui l’essere umano deve necessariamente confrontarsi per garantire la sopravvivenza delle comunità. I protagonisti, con i loro affascinanti costumi e con le ossessive ritmiche, sono declinazioni di un rituale dalle origini comuni e da un comune intento: allontanare il male, nella fattispecie la carestia dalle proprie comunità. Per definizione, l’artefatto materializza l’intenzione preesistente da cui ha tratto origine; dal punto di vista della psicologia cognitiva, gli artefatti sono oggetti prima cognitivi e poi realizzati concretamente. Il percorso progettuale si è sviluppato, dopo una attenta e approfondita analisi dello stato dell’arte di tutte le tipologie di maschere e costumi, attraverso una pregnante esperienza cognitiva che ha portato ad una reinterpretazione contemporanea dei dettagli più significativi. Questi ultimi sono stati gli elementi di ispirazione compositiva della collezione, plasmata con un approccio creativo spesso basato su voluti contrasti, in alcuni casi anche aggressivi, che rendono i capi progettati estremamente affascinanti. Una promenade di rituali dionisiaci, propri delle maschere sarde, che si materializza in abiti con una densa capacità narrativa, una sorta di racconto ad episodi che vuole consolidare la tradizione della comunità sarda conducendola in contesti inusuali come quello dell’alta moda. L’artefatto, nella sua accezione più estesa, fisico o non fisico, presuppone una intenzionalità nell’usare l’oggetto stesso, sia essa individuale o sociale, declinata in “utilizzazioni possibili”; ed è proprio nel momento dell’utilizzo che produce un cambiamento cognitivo delle capacità umane. La potenzialità della collezione “Màscaras” è quella di riuscire ad innescare un processo di percezione cognitivadei rituali dionisiaci, che porta alla costruzione di nuova conoscenza condivisa, influenzando così la realtà che ci circonda grazie all’innovazione apportata.


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